Alessandra e Gaetano sono due architetti napoletani,
Ale con la passione del design e della ceramica,
Gaetano con quella della musica, del cinema e del calcio Napoli.
Entrambi sono accomunati dalla passione per questa città dai mille volti.
Hanno due figli Andrea e Luis.
Il resto lo scoprirete venedo a Tribù.

Ci piace lasciare un pezzo tratto da un testo di Italo Calvino che non smette di affascinarci e che ci accompagna spesso nelle nostre cose.

…Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante carte della città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World. Dice: - Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente. E Polo: - L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Le città invisibili
Italo Calvino